Comune di Mergo

Associazioni e Circoli

Associazione "Pro Loco Mergo"
Sede provvisoria: Angeli di Mergo
Via R.Sanzio 7/C
Presidente: Giancarlo Pierini


 
Circolo Parrocchiale "Don Gino Perugini"
Sede: Mergo Centro Storico 
Via C.Battisti, 38
Presidente: Veronica Fiatti

Sede: Angeli di Mergo
Piazza Garibaldi, 2
Presidente: Ferdinando Carbonari


 

Sede:  Via Santa Marciana 3 - Mergo
Presidente: ad interim (Sindaco Antonio Cola)


 

Circoli - funzionamento e obblighi


Cos'è un Circolo 
È un'Associazione senza fini di lucro fra persone che vogliono promuovere insieme attività ricreative, culturali, sportive, ecc. attraverso una tessera di iscrizione

 

L'atto costitutivo
È l'atto di nascita dell'Associazione, nomina il primo Consiglio provvisorio.

 

Lo Statuto: 
È l'insieme delle norme che regolano la vita del Circolo, che valgono per tutti i soci.

 

Come funziona 
La tessera: documenta l'iscrizione del socio al Circolo e all'Associazione nazionale, consente di partecipare alle iniziative e alla vita del Circolo e dell'Associazione.

L'affiliazione: è l'atto di iscrizione e adesione del Circolo ad una Associazione nazionale, nel cui statuto il Circolo stesso si riconosce.

 

Chi prende le decisioni 
L'Assemblea: è costituita dai soci del Circolo, delibera il programma annuale, vota il bilancio, elegge il Consiglio.
Il Consiglio: predispone e applica il programma, elegge il Presidente, esegue il mandato dell'Assemblea.
Il Presidente: è, di norma, il legale rappresentante dell'Associazione.

 

Il programma 
È l'insieme delle attività e delle iniziative deliberate dall'Assemblea su proposta del Consiglio; è la sua realizzazione, al di là di tutte le definizioni giuridiche e teoriche, che qualifica veramente la natura del Circolo.

 

Il bilancio 
È il documento che riporta i movimenti relativi alla gestione delle attività, alle spese generali, al tesseramento e presenta all'Assemblea dei soci la situazione del rendiconto economico e finanziario obbligatorio per legge.

 

Chi può frequentare i locali e le attività del Circolo 
Sono autorizzati a frequentare i locali e le attività i soci del Circolo in regola con il pagamento della quota sociale; inoltre è facoltà del Circolo consentire l'accesso ai soci dell'Associazione nazionale cui esso aderisce. I circoli possono anche: organizzare spettacoli teatrali e musicali, organizzare mostre, convegni ed altri eventi culturali, organizzare tornei ricreativi e sportivi, gestire servizi di ristorazione, il tutto sempre esclusivamente a favore dei loro soci. I locali ove si svolge la somministrazione di bevande e alimenti devono essere presso la sede del circolo, non devono avere accesso diretto a strade, piazze e luoghi pubblici e non possono esporre all'esterno insegne pubblicitarie.


"I Circoli non pagano le tasse" 
È vero in linea generale per quanto concerne le attività istituzionali, purché siano riservate ai soci. I proventi derivati da tali attività riservate ai soci, non sono considerate di natura commerciale, quindi non fiscalmente imponibili.

 

"I Circoli non sono sottoposti alle leggi come i pubblici esercizi" 
Il carattere privato, di luogo non aperto al pubblico, del Circolo determina effettivamente alcune specificità come il non assoggettamento al regime autorizzatorio per diverse attività. Peraltro ciò non è sempre vero: il divieto riguardante il fumo si applica anche ai locali dei Circoli

 

"Un Circolo deve essere affiliato ad un'Associazione nazionale" 
È obbligatorio aderire ad un'Associazione nazionale le cui finalità siano riconosciute dal Ministero dell'Interno solamente se si intende gestire un bar per soli soci in esenzione fiscale.

 

"Il bilancio di un Circolo può essere solo in pareggio" 
Non necessariamente, ma l'avanzo di gestione deve essere destinato, su decisione dell'Assemblea dei soci, ad usi compatibili con le finalità statutarie (migliorie alla sede, reinvestimento in attività, beneficenza, ecc.)

 

"Il Circolo può utilizzare solo il lavoro volontario dei soci" 
Nulla vieta di prevedere compensi a persone, soci e non, nelle forme consentite, che vanno dal lavoro dipendente al contratto di collaborazione, per espletare mansioni e incarichi necessari per la realizzazione delle attività e il raggiungimento degli obiettivi del Circolo.

 

"Un Circolo è sempre dotato di una sede e di un bar" 
Esistono molti Circoli che hanno il bar, come luogo di ristoro per i soci che ne frequentano le attività; ma esistono anche molti Circoli che sviluppano attività di carattere tematico, che non hanno il bar e a volte neanche una sede fissa.

 

MANIFESTAZIONI TEMPORANEE - AGEVOLAZIONI FISCALI E CARATTERE DELL'EVENTO (estratto sito nazionale Polizia Locale 16-07-2012)

Si consideri che, in tema di esenzioni (cfr. art. 143, Testo Unico delle Imposte sui Redditi - DPR 22 dicembre 1986, n. 917), sono previste a favore degli enti non commerciali, alcune agevolazioni in relazione alle attività occasionali di raccolta pubblica di fondi.

In particolare è prevista la non imponibilità IRES (Imposta sul Reddito delle Società) dei fondi pervenuti a seguito di "raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o compagne di sensibilizzazione" (art. 143). In questi casi, non è prevista neppure l'applicazione dell'IVA. Le caratteristiche che deve avere la raccolta di fondi che si svolge in caso feste/eventi/manifestazioni: deve trattarsi di raccolta pubblica (rivolta ad una massa indistinta di soggetti); deve essere occasionale; può avvenire anche mediante l'offerta ai sovventori di servizi o beni di modico valore; deve avvenire in concomitanza di celebrazioni, di ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. Circa il "carattere di occasionalità" della manifestazione: la norma è interpretata identificando in un massimo di due (in un anno) il numero delle feste/eventi/manifestazioni per le quali è possibile la non imponibilità IRES. Circa, invece, il "carattere celebrativo" della festa/evento/manifestazione, è possibile considerare rispondenti a tale carattere feste come la celebrazione del Santo Patrono, l'apertura dell'anno oratoriano, una raccolta fondi a favore di una iniziativa missionaria, ecc.. Quindi, accertati il "carattere di occasionalità" e il "carattere celebrativo" della festa/evento/manifestazione, è possibile godere delle agevolazioni per quanto riguarda la somministrazione di alimenti e bevande, che sono considerate esenti da imposte dirette ed indirette. Anche per queste attività rimane comunque necessario rendicontare le entrate e le uscite. Le agevolazioni fiscali, però, vengono parzialmente o totalmente meno nel caso in cui non siano soddisfatte le condizioni summenzionate: qualora non sia soddisfatto il "carattere celebrativo" della festa/evento/manifestazione, i proventi che ne derivano configurano per la parrocchia "redditi diversi" da inserire in dichiarazione dei redditi e soggetti ad IRES; qualora, invece, venga a mancare per la festa/evento/manifestazione il "carattere di occasionalità", l'attività di somministrazione di alimenti e bevande si configurerà come attività commerciale a tutti gli effetti, con le implicazioni che ne conseguono relativamente alla necessità di apertura della partita IVA (come, del resto, per quanto riguarda tutte le attività di tipo commerciale non occasionali), alla fatturazione delle vendite, agli adempimenti contabili e dichiarativi connessi.

La norma prevede l'obbligo di rendicontare singolarmente e analiticamente in "un apposito e separato rendiconto" le operazioni finanziarie connesse con l'attività svolta in occasione delle pubbliche raccolte di fondi.

Il rendiconto dovrà essere redatto entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, tenuto e conservato anche oltre i termini di accertamento (art. 22 del D.P.R. 600/73). Anche se il documento non ha una valenza fiscale (la raccolta pubblica di fondi viene considerata un'operazione non imponibile dall'art. 2 del decreto legislativo), appare tuttavia chiaro l'intento di favorire la massima trasparenza nella gestione di tali fondi nell'interesse di quanti (cittadini e imprese) intendano contribuire all'attività degli enti non commerciali, avendo una informazione chiara su come vengono impiegati i fondi a disposizione.

In pratica si tratterà di contrapporre le entrate (incassi) e le uscite (spese) e riportare il saldo nel rendiconto generale dell'ente.

 
 
 

Schema di rendiconto per raccolta pubblica di fondi

MANIFESTAZIONE PUBBLICA:

Data:________

Luogo:________

Entrate: Euro ________

- Raccolta contanti

- Mediante versamenti in c/c postale n. ________

- Mediante versamenti in c/c bancario n. ________

Spese: Euro

- Per beni distribuiti durante la raccolta

- Per altri beni utilizzati

- Per servizi

- Altre spese

In caso di spese per servizi che raggiungono livelli significativi, si consiglia di dettagliare le categorie di costo in modo più analitico. Ad esempio:

- Utenze (telefono, luce, gas...)

- Spese per promozione e pubblicità (stampa manifesti/volantini, spazi su mass-media, inserzioni...)

- Consulenze

- Compensi per spettacoli

- Spese di viaggio e trasferte

- Stampe e spese postali

- Imposte (SIAE, pubblicità,..)

- Altri servizi

Il caso così come prospettato rientra nel campo di applicazione dell'esenzione e quindi è possibile effettuare la vendita senza il rilascio di scontrini fiscali.